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SILVANO FECCHIO ha pubblicato nell’anno 1979 con lo pseudonimo di Max Brico, il romanzo: “Lo strano caso del signor J.R.”. Nel 2005 con il racconto “1901 solo 5 giorni” ha vinto il concorso letterario nazionale Prader Willy di Torino, ricevendo quale premio la pubblicazione del romanzo“Racconti Brevi”. Ha pubblicato nel dicembre 2012 “Racconti noir… per non dormire”, ed è stato inserito a pieno titolo nel novero degli scrittori padovani.

racconti

 

Silvano Fecchio ha vinto, con il racconto 1901 – Solo cinque giorni, il primo premio per la sezione narrativa della prima edizione del Premio letterario internazionale “Prader Willi” ( 2004) e questo libro è il premio che l’associazione Carta e Penna, promotrice del concorso, ha messo in palio.

In questa raccolta di racconti spiccano le capacità narrative dell’autore che passa dal noir al filo dei ricordi, all’osservazione dei comportamenti, alla costruzione di situazioni che mettono a nudo i vizi e le virtù delle persone.

Una narrazione nitida, senza fronzoli ma dettagliata, con quei particolari necessari alla piena comprensione della storia, portano il lettore a passare da un racconto all’altro, apprezzandone ogni volta la vivacità.

 

caso

Lo strano caso del signor J.R., scritto nel 1979 con lo pseudonimo di Max Brico ed edito nel 1980, è un romanzo “cinematografico” ambientato in una città degli Stati Uniti durante gli anni Settanta. Il nome della città non viene mai menzionato, così pure il nome del signor J.R., involontario protagonista di una “caso strano” dei giorni nostri.

Questo romanzo noir è caratterizzato da un “crescendo” di immagini e situazioni sul filo conduttore di un’indagine che, sempre più serrata, si concluderà solo nelle ultime pagine.

Il lettore sarà “soggiogato alla lettura dall’inizio alla fine”, come sta scritto sul retro della copertina.

 

noir

Silvano Fecchio torna all’originaria passione per il racconto noir. In questo volume sono raccolti venti racconti, che sicuramente avvinceranno il lettore per la sua suspance e per quell’indefinibile filo che spesso ci avvolge e coinvolge all’interno di una vicenda narrata. Ogni racconto è stato scritto con ricchezza di immagini, che spesso sono drammaticamente crude e lasciano il segno, oppure immagini dai contorni cupi, poste a corollario di vicende immerse nell’incubo. Potremmo definirla una variegata sceneggiatura, le cui sequenze sono senz’altro cinematografiche e dove sarà sempre e unicamente il lettore, che darà corpo e consistenza ai vari personaggi, alle ambientazioni, ai paesaggi, agli oggetti.

SALA ROSSINI Presentazione del libro (6 aprile 2013)

SALA ROSSINI Tre Autori (23 aprile 2016)

 

 

 

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